p 72 .

Paragrafo  1 . Un'ulteriore espansione economica rafforza  il  primato

mondiale degli Stati Uniti.

     
Le  elezioni  del  1918, assegnando la maggioranza  del  Congresso  ai
repubblicani,  indebolirono il presidente democratico  Thomas  Woodrow
Wilson,  che  si  trov poi ad essere osteggiato sia  dalla  borghesia
industriale  e finanziaria, preoccupata per la crescita del  movimento
operaio, che nel 1919 proclam ben tremila scioperi, sia dai contadini
in  crisi  per  la diminuzione dei prezzi dei prodotti agricoli.  Alle
elezioni  del  1920 i repubblicani conquistarono anche la  presidenza,
che manterranno sino al 1933 (con Warren Gamaliel Harding dal 1920  al
1923, Calvin Coolidge dal 1923 al 1929, Herbert Clark Hoover dal  1929
al  1933),  grazie  al consenso di un'ampia base sociale,  che  andava
dalla  ricca borghesia al ceto medio, dal mondo contadino  alle  fasce
pi qualificate e meglio pagate del mondo operaio.
     Nel  corso degli anni Venti gli Stati Uniti consolidarono la loro
posizione  di prima potenza economica mondiale, gi raggiunta  durante
la  guerra  grazie  ad  un notevole aumento della  produzione  e  alla
concessione agli stati europei alleati di consistenti prestiti, che ne
avevano fatto il principale paese esportatore di capitali.
     Questa  ulteriore  espansione economica  (dal  1922  al  1929  la
produzione industriale ebbe una crescita stimata tra il 50 e  il  64%)
fu  resa possibile da vari fattori. Bisogna prima di tutto considerare
che gli Stati Uniti ebbero
     
     p 73 .
     
     [Grafici  non riportati: 1) Graduatoria dell'industria nel  mondo
alla vigilia della seconda guerra mondiale; 2) Investimenti americcani
nel 1929].
     
     un  dopoguerra  assai  meno  problematico  di  quello  dei  paesi
europei  coinvolti nel conflitto, perch il loro impegno  bellico  era
stato di minore durata, nessuna operazione militare era stata condotta
sul  loro  territorio, gli uomini mobilitati erano stati il 10%  della
popolazione attiva e le perdite limitate.
     La   politica  economica  fu  espressamente  rivolta  a  favorire
l'incremento   dell'attivit  produttiva;   determinanti   furono   la
riduzione   delle  imposte  indirette,  le  agevolazioni   creditizie,
l'abbandono  delle leggi antimonopolio, la protezione  doganale  e  la
limitazione della spesa pubblica.
     I  rapporti  tra  datori  di lavoro e lavoratori,  dopo  l'accesa
conflittualit dei primi anni del dopoguerra, diventarono sempre  meno
tesi.  Gli  imprenditori, infatti, oltre ad attuare azioni  repressive
con il sostegno dell'amministrazione repubblicana, fecero anche alcune
importanti concessioni, tra cui la corresponsione di salari pi alti e
la diminuzione delle ore lavorative. Il principale promotore di questa
politica  fu  Henry Ford, fondatore della Ford Motor Company,  il  cui
esempio  fu  seguito  da altri grandi industriali,  alcuni  dei  quali
accordarono  significativi benefici ai loro operai, come una  maggiore
igiene   nei  luoghi  di  lavoro,  la  distribuzione  di  azioni,   la
costituzione   di   cooperative  di  consumo,  la   realizzazione   di
associazioni   per  il  tempo  libero,  l'attribuzione   di   pensioni
vantaggiose e di assicurazioni contro infortuni e malattie.  Va  detto
per che tutto ci riguard soprattutto i lavoratori pi qualificati e
in  particolare  quelli delle industrie pi grandi e dei  settori  pi
prosperi  come l'edilizia e l'industria automobilistica. La  pressione
del  movimento  operaio and comunque calando. Nel 1930  gli  iscritti
all'American  Federation of Labor (AFL), che dal 1917  al  1920  erano
passati  da  meno  di  tre  milioni a pi  di  cinque  milioni,  erano
2.750.000.  Solo il 10% dei lavoratori occupati erano  iscritti  a  un
sindacato; del tutto disinteressati all'attivit sindacale  erano  gli
addetti  ai  servizi,  che  stavano diventando  la  maggioranza  della
popolazione attiva.
     Uno  dei principali fattori che determinarono una cos favorevole
congiuntura furono le innovazioni tecnologiche ed organizzative  e  in
particolare l'introduzione della cosiddetta "catena di montaggio" (una
linea  di  produzione  a ciclo continuo lungo  la  quale  i  manufatti
scorrono davanti a stazioni
     
     p 74 .
     
     di  lavoro  dove  gli operai montano le parti  componenti);  essa
rappresentava  infatti  la  massima applicazione  del  taylorismo  (da
Frederick   Winslow  Taylor,  ingegnere  e  autore  dei  Principi   di
organizzazione  scientifica del lavoro, 1911),  secondo  il  quale  la
scomposizione delle mansioni operaie in operazioni semplici permetteva
l'impiego  di  manodopera  non qualificata, la  predeterminazione  dei
tempi di lavorazione e quindi la diminuzione dei costi di lavoro e  la
crescita della produttivit.
     Le  innovazioni  tecnologiche  e  organizzative,  consentendo  la
produzione  di  beni  di  consumo a costi accessibili,  favorirono  un
incremento  della  domanda.  In  tal senso  agirono  anche  le  novit
introdotte  nel  campo della distribuzione, come la concentrazione  di
imprese  commerciali attraverso la realizzazione di catene di  negozi,
varie  agevolazioni  creditizie  e  il  sistema  di  vendita  a  rate.
Particolarmente   rilevante  fu  l'uso  sempre  pi  massiccio   della
pubblicit, che, attraverso la stampa, la radio e il cinema,  riusciva
a convincere che determinati beni, in particolare quelli durevoli come
auto  ed  elettrodomestici, corrispondevano a bisogni reali  ed  erano
segno di benessere e di prestigio sociale.
     Tutti  questi stimoli all'acquisto facevano presa su  quell'ampio
strato  sociale  formato da impiegati, operai qualificati,  piccoli  e
medi    imprenditori,   le   cui   disponibilit   finanziarie   erano
sensibilmente aumentate. A questo si aggiungevano alcuni atteggiamenti
tipici  della  mentalit  collettiva  e  in  particolare  un  generale
ottimismo,  originato dalla prosperit dell'economia, il desiderio  di
provare a se stessi e agli altri il raggiungimento di tale benessere e
la  tendenza  all'omogeneit dei comportamenti  e  delle  aspirazioni,
indotta dal conformismo di fondo e dai mezzi di comunicazioni di massa
e favorita dalla sempre pi diffusa tendenza a vivere in citt.
     Alcuni   dati   sono  assai  significativi:  la   vendita   degli
apparecchi  radio  aument di 14 volte tra  il  1922  e  il  1929;  la
produzione di auto pass da 1.500.000 nel 1921 a pi di cinque milioni
nel 1929; si arriv cos ad avere un'auto ogni cinque abitanti, mentre
la  media europea era di una ogni 83 (una ogni 43 in Inghilterra,  una
ogni 44 in Francia, una ogni 325 in Italia.
     
  [Grafici  non  riportati:  1)  Crescita  e  crisi  della  produzione

industriale  tra il 1922 e il 1938; 2) Automobili immatricolate  negli

anni 1922 e 1930].

